All Posts in “altra densità”

Ciclo altra densità

altra densità

Work in progress

2013/2014

Video, fotografie ed elaborazioni digitali, oli su tela

Dimensioni e supporti variabili

E’ un progetto nato da una successione di riprese subacquee. Riprese ordinarie lasciate all’imprevedibilità dei movimenti e dei repentini mutamenti di scenario e riprese mirate ad inquadrature ricercate.

Oltre all’indiscusso piacere che dà l’acqua del mare quando ci immergiamo, quando nuotiamo o rimaniamo in balia del suo movimento semplicemente galleggiando, l’interesse si sposta sulla scoperta e sull’individuazione di nuove densità, di nuove aderenze, ma anche di nuovi limiti che non sapevamo di avere o che semplicemente dimentichiamo di avere. In questo progetto si può percepire un’estrema sensazione di benessere, di leggerezza e consapevolezza, ma anche un certo senso di inquietudine, precarietà o inadeguatezza.

In “25 secondi”, la sequenza degli still di uno dei video che riprende il bagno a mare di due persone qualsiasi e difficilmente identificabili, mette in evidenza il senso di precarietà nella percezione temporale: come si può qualificare o quantificare la durata di un evento, di un momento più o meno lungo della nostra esistenza in relazione alla nostra esperienza? In che modo e in che misura la durata delle cose condiziona il loro stesso manifestarsi? Che possibilità abbiamo fino al momento in cui la nostra vita si spegnerà? Essendo irrimediabile il punto di incontro tra vita e non vita, quanta importanza può e deve avere una frazione di secondo rispetto al minuto, alle ore, ai mesi e agli anni?

a different density

Work in progress

2013/2014

Video, photography and digital processing, oil on canvas

Varying sizes and media

The project is based on a sequence of underwater video shoots. Ordinary video shoots which exploit unforeseeable movements and continuously changing scenarios, combined with shoots employing very selective framing.

Along with the joy that being in contact with the water gives us when we dive into, swim or float in the sea, our interest also focuses on the discovery and identification of new densities and adherences, as well as the limits we discover for the first time or have simply forgotten we had. This project gives a sensation of great wellbeing, lightness and awareness, as well as a certain sense of foreboding, precariousness and inadequacy.

“25 seconds”, the sequence of video stills showing two hardly identifiable persons swimming in the sea, highlights the precariousness in our perception of time: how can we qualify or quantify the duration of an event, or a moment of our lives, in relation to our experience? How and to what extent does the duration of a perception affect the way in which it manifests itself? What possibilities do we have, up to the very moment in which our lives end? Since the point of contact between life and non-life is irremediable, what importance can or should a fraction of a second have in relation to a minute, an hour, month or even a span of years?